Decreto Sicurezza, chiarezza sul divieto di somministrazione alcolici ai minorenni

somministrazione alcolici

Somministrazione alcolici e strumenti per contrastare il degrado urbano ed evitare il disturbo cittadino. Con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza sono numerose le novità che riguardano anche l’attività dei pubblici esercizi.

Il 20 febbraio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 14/2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”. Il provvedimento risulta di grande interesse per le imprese di somministrazione alimenti e bevande poiché disciplina la possibilità per i sindaci di stabilire limitazioni agli orari per la vendita e la somministrazione di alcolici e alza definitamente l’età minima per il loro consumo a 18 anni. Inoltre contiene disposizioni in materia di divieto di accesso in locali pubblici di persone che risultano condannate per vendita di stupefacenti.

Il Decreto Legge è già in vigore dal 21 febbraio ed è stato incardinato presso le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera per la conversione in legge, che deve avvenire entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL, quindi entro il 21 aprile 2017.

Alla base dell’emanazione di questo Decreto Legge vi è la difesa e la tutela della sicurezza pubblica e del decoro urbano, oramai diventate di fondamentale importanza a seguito delle molteplici situazioni di degrado che si sono venute a creare negli ultimi anni nelle città e nei loro centri storici.

Questo decreto consente al Sindaco quale ufficiale di Governo di emanare delle ordinanze contingenti ed urgenti per eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. In particolare l’articolo 8 provvede a specificare meglio la portata di tali provvedimenti che “sono diretti a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti”.

Viene introdotta la possibilità per il Sindaco, quale rappresentante della comunità locale, di emanare ordinanze contingentibili ed urgenti anche in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche “in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana.”
Viene anche previsto che “Il Sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, può disporre, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”.

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Il Decreto Sicurezza contiene inoltre una norma di fondamentale importanza per tutto il settore, che la Federazione stava aspettando ormai da 4 anni per fare chiarezza sul limite legale di età per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche. Con questa modifica viene infatti definitivamente stabilito per legge – e non più solo in via interpretativa – che il divieto riguardante i minori di anni 18 si riferisce sia alla vendita che alla somministrazione di bevande alcoliche.

L’art. 14-ter della Legge 125/2001 viene così modificato: “Salvo che il fatto non costituisca reato, si
applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro a chiunque vende o somministra
bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro con la sospensione dell’attività per tre mesi”.
Ultima norma del testo del Decreto Legge che interessa in maniera particolare il settore è quella
contenuta all’articolo 13, che disciplina la possibilità del questore di disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso nei locali di cui all’art. 5 della L. 287/1991 (quindi bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari, ecc.) specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico, ovvero in uno dei pubblici esercizi citati. Viene prevista inoltre una sanzione amministrativa da 10.000 a 40.000 in caso di violazione del divieto da parte del soggetto obbligato.

Gli uffici federali si sono già attivati per provvedere a limare alcune delle disposizioni contenute nel testo in oggetto attraverso la predisposizione di emendamenti al testo e rimangono a disposizione per fornire eventuali chiarimenti.

Si ricorda infine che la legge nazionale già prevede dei limiti di orario per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche, che prescindono dagli orari di apertura degli esercizi e di cui si riporta una tabella riassuntiva qui sotto, per la cui violazione sono previste delle specifiche sanzioni amministrative che si riportano di seguito.

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Quadro sanzionatorio per chi viola i limiti di orario previsti per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche
Le sanzioni per le violazioni delle norme che disciplinano i limiti di orario in oggetto variano a seconda della fattispecie:

  • Per i pubblici esercizi, i circoli e coloro che somministrano in spazi o aree pubblici, che non
    rispettano il divieto di somministrazione di alcolici dalle ore 3 alle 6, e per gli esercizi di vicinato che non rispettano il divieto di vendita dalle ore 24 alle 6 è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 20.000. Inoltre, qualora siano state contestate due distinte violazioni nel corso del biennio è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da 7 fino a 30 giorni, secondo la valutazione dell’autorità competente
  • Per le violazioni concernenti i distributori automatici del divieto di somministrare e vendere
    alcolici dalle ore 24 alle 7 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro ed è disposta anche la confisca della merce e delle attrezzature utilizzate;
  • Per le aree di servizio sulle autostrade e strade di tipo A, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.000 euro in caso di violazione del divieto di vendere superalcolici dalle ore 22 alle 6, è invece punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.500 a 10.500 euro la violazione dei divieti di somministrazione di superalcolici e di somministrazione di alcolici dalle ore 2 alle 6. Inoltre, qualora nell’arco di un biennio sia reiterata una delle violazione sopra descritte, il prefetto territorialmente competente in relazione al luogo della commessa violazione dispone la sospensione della licenza relativa alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche per un periodo di trenta giorni.

È prevista inoltre una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 1.200 euro per coloro che non osservano le disposizioni concernenti gli apparecchi di rilevazione del tasso alcolemico e l’obbligo di esporre nel locale le relative tabelle.

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One Response to Decreto Sicurezza, chiarezza sul divieto di somministrazione alcolici ai minorenni

  1. Accorsi Claudio ha detto:

    Il divieto e la somministrazione di alcolici dalle ore 03 alle ore 06 è valido solo se avviene negli spazi ed aree pubbliche o anche all’interno dei pubblici esercizi. Es: Un bar del centro città, in mancanza di ordinanze specifiche del Sindaco può vendere e somministrare alcolici h 24?

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