Tariffa rifiuti, aumenti esorbitanti per bar e ristoranti

Tariffa rifiuti, a pagare gli aumenti più salati sono bar e ristoranti. A mettere in luce i rincari record per i pubblici esercizi è un’indagine di Confcommercio. Da questo studio si evidenziano aumenti del 220% per alberghi con ristorante; del 100% per edicole, farmacie, tabaccai, plurilicenze; del 480% per ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub; del 320% per bar, caffé, pasticcerie, del 50% per negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altri beni durevoli.

“Si tratta degli aumenti vertiginosi della tariffa dei rifiuti (attuale Tari) nel quinquennio 2010-2015”, illustra l’indagine Augusto Patrignani, presidente della Confcommercio Cesenate. “Una tassazione crescente in maniera vertiginosa, doppiamente ingiustificata se si considerano i dati riguardo alla produzione totale di rifiuti che, in controtendenza, ha subito un rallentamento. Ciò che stupisce è che a tale accertata diminuzione non sia corrisposta una flessione analoga della tariffa rifiuti. Anzi si sia approdati a un incremento medio in 5 anni del 55%”.

Ciò che si nota nell’indagine sulla tariffa rifiuti effettuata da Confcommercio è l’aumento dei divari territoriali: ad esempio per l’albergo, se si esaminano i vari territori del Paese, si passa da un minimo tariffario di 1200 euro a 13mila euro l’anno; per i ristoranti da 500 euro a 10mila euro. Alla variabilità delle tariffe si accompagna poi una profonda disomogeneità di costi per il servizio gestione dei rifiuti, con scostamenti enormi anche tra Comuni limitrofi.

“Le cause degli aumenti sono varie, a partire dalla non corretta determinazione dei coefficienti di produzione e dalla loro distorta applicazione”, prosegue Patrignani. “Un altro fattore è quello del costo del servizio contenuto nei Piani finanziari dei vari comuni, che andrebbe contenuto. E’ vero che il cesenate e il territorio provinciale sono uno dei territori in cui il peso della tariffa è stato minore e va dato atto che anche l’impegno delle organizzazioni economiche ha dato i suoi frutti, ma si può fare ancora molto di più per procedere verso l’obiettivo della tariffa puntuale, bloccando ogni aumento e riducendo il peso di una tariffa rifiuti emblematica, purtroppo,  della iniquità della tassazione a danno dell’impresa”.

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