SCHIAMAZZI FUORI DAI LOCALI E RESPONSABILITA’ DEGLI ESERCENTI
Schiamazzi fuori dai locali, se il titolare si è attivato per evitare i rumori molesti allora non ha nessuna responsabilità se gli avventori fanno confusione all’esterno. E’ quanto disposto da una recente sentenza della Corte di Cassazione (9633/2015), la sentenza consolida una giurisprudenza che da qualche anno sta rivalutando la posizione dei gestori di pubblici esercizi. Gli schiamazzi possono essere punti in base all’articolo 659 del Codice penale (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone).
Con la sentenza in questione, la Cassazione afferma che se il titolare del pubblico esercizio si è attivato (per esempio esponendo cartelli per dissuadere i clienti dal fare rumore all’esterno o con altri avvisi) non può può essere considerato responsabile dei rumori molesti provocati all’esterno del proprio locale, per aver fatto quanto nella sua disponibilità per impedire tale situazione.
E se la confusione arriva dall’interno del locale? Qui le cose cambiano un po’ dal momento che il titolare dell’attività ha un potere di azione maggiore, potendo intervenire quindi più incisivamente per impedire comportamenti rumorosi (chiamare le Autorità, accompagnare fuori dal locale le persone più moleste…). E nei casi di musica trasmessa a volume troppo alto, la Cassazione precisa che non è lecito il sequestro dell’intero locale per il rumore dell’amplificazione, ma che il sequestro debba essere limitato a tale impianto.
In sostanza la Cassazione circoscrive la responsabilità dell’esercente ai soli casi in cui lo stesso non si sia assolutamente attivato per impedire i comportamenti molesti dei propri avventori. Questo perché l’esercente non può obbligare un avventore a fare silenzio fuori dal suo locale – non ha potere coercitivo – e quindi il titolare non può essere punito al posto di coloro che concretamente tengono la condotta molesta.
Gli schiamazzi notturni fuori dai locali sono una problematica che anche nel cesenate è stata affrontata. Fipe Confcommercio ha tenuto diversi incontri – soprattutto a Cesena, Cesenatico e San Piero in Bagno – in cui si sono seduti attorno a un tavolo amministratori pubblici, residenti e pubblici esercizi per cercare di limitare al massimo il disturbo degli avventori dei locali al riposo dei residenti.
Nel novembre 2013 Confcommercio organizzò il convegno “Movida: problema o oppotunità”, un incontro molto partecipato per evitare che si arrivasse ad uno scontro aperto tra residenti ed esercenti. Si affrontò subito il problema e il convegno aiutò a superare le barricate che si stavano creando.
About Redazione Ascom
Twitter •





Lascia un commento