Archivi Autore: Sara Montalti
Appuntamento al “Fuori Orario” il 29 Agosto 2014…..
Andrea, Giorgio e Lory vi aspettano, per la Festa della Birra Artigianale “A tutta Birra”, Venerdì 29 Agosto 2014 dalle ore 19,00 c/o il loro locale di San Piero in Bagno.
Nel corso della serata potrete degustare ottime birre artigianali italiane e non solo, oltre ad abbinamenti gastronomici ad hoc in tema con l’evento.
Via dei Vini a San Piero in Bagno, successo……Fuori Orario.
Quando innovazione e creatività si accendono dal basso. Protagonisti Giorgio Crociani e Lorella Rossi, sampierani, che nel loro bar Fuori Orario hanno promosso Venerdì 25 luglio la V^ Edizione della rassegna “Via dei Vini”.
Si tratta di un Pubblico Esercizio storico di San Piero in Bagno gestito in precedenza dai genitori della titolare, che ha saputo ammodernarsi e fungere da elemento propulsore della movida dell’Alto Savio, con iniziative di alto livello sul versante eno-gastronomico, confermando il ruolo insostituibile che le imprese, in special modo quelle della ricettività e ospitalità, assumono come biglietti da visita del territorio.
“Siamo soci Confcommercio da una vita e l’Associazione ci ha aiutato a maturare questa sensibilità e intraprendenza. L’esito della V^ Edizione della “Via dei Vini” è stata eccellente – sottolinea soddisfatto il promotore Giorgio Crociani – con oltre 800 partecipanti, un grande successo di pubblico, e 16 cantine intervenute da varie parti d’Italia con ilo meglio della produzione enologica abbinata a consumazioni per spuntini e ghiottonerie. La via è stata chiusa al traffico e allestita con stand, nella cornice di una festa di mezza estate che ha calamitato anche i turisti in zona”.
“E’ importante – rimarca il Presidente Confcommercio Valle Savio Emiliano Rossi – l’azione intraprendente delle nostre imprese che contribuiscono ad elevare il tasso di attrattività con iniziative di alto livello condotte con professionalità e spirito innovativo. Tra l’altro, è intervenuto anche un nostro membro di Giunta, Angelo Malossi, in qualità di consulente ed amico di Crociani, fornendo un apporto prezioso alla positiva riuscita della rassegna “Via dei Vini”, vista la riconosciuta professionalità del nostro Presidente Fipe”
ESTATE 2014: maltempo, il Governo intervenga a sostegno del turismo.
“Siamo contenti che la maggioranza abbia compreso la crisi del settore e auspichiamo interventi che colmino il vuoto del decreto cultura e turismo che ha completamente ignorato tanto gli stabilimenti balneari che la ristorazione, settori fondamentali nell’offerta turistica“.
Questo il commento del presidente di FIPE – CONFCOMMERCIO IMPRESE PER L’ITALIA Lino Enrico Stoppani alla mozione presentata al Senato dal Sen. Saggese ed altri con la quale si impegna il Governo” ad assumere tutte le iniziative di propria competenza per sostenere il settore del turismo e permettere agli imprenditori del comparto di affrontare la difficile fase di congiuntura economica in corso“.
“Dall’inizio della crisi (anno 2008) – prosegue Stoppani – sono stati chiusi circa 50,000 pubblici esercizi ed una estate con condizioni meteo così avverse offre all’orizzonte solo altre nuvole nere circa la tenuta del settore. In particolare, è drammatica la situazione degli esercizi stagionali, primi tra tutti gli stabilimenti balneari, che non riusciranno a coprire nemmeno gli investimenti fatti per l’apertura.
Come FIPE chiediamo al Governo: sospensione del pagamento di contributi ed imposte per le aziende più duramente colpite, estensione a bar, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche dei crediti di imposta per la digitalizzazione e la riqualificazione delle strutture, riduzione dei canoni di concessione per finalità turistico ricreative e revisione del sistema di determinazione dei canoni demaniali relativi alle pertinenze”.
Riccardo Borgo, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE al riguardo ha dichiarato: “Il comparto balneare costituisce il ‘fiore all’occhiello’ dell’offerta turistica italiana ed oggi deve confrontarsi non solo con la crisi economica, ma soprattutto con le avverse condizioni meteo che penalizzano pesantemente il lavoro di 20.000 imprese ed oltre 100.000 occupati diretti.
Sono necessari interventi a sostegno della categoria – e questa mozione va nella direzione giusta – se l’Italia vuole tornare ad essere competitiva e scalare la graduatoria delle principali mete turistiche internazionali.”
Somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni. Responsabilità ed obblighi del Gestore secondo la Cassazione.
La Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sull’interpretazione da dare all’articolo 689 co. 1 del Codice Penale che punisce con la pena dell’arresto fino ad un anno l’esercente che “somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche ad un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità”. La condanna comporta altresì la pena accessoria della sospensione dell’esercizio da 15 giorni a due anni (art. 35 C.P.)
La ratio della norma è la prevenzione dell’alcolismo come causa di degenerazione morale e sociale nei confronti di soggetti particolarmente indifesi. Si tratta di un “reato proprio”, cioè il soggetto attivo può essere soltanto il titolare o il gestore di un pubblico spaccio di cibi o bevande.
L’interpretazione, estremamente rigorosa, datone dalla Cassazione, richiede da parte dei gestori estrema attenzione e cautela anche nell’impartire disposizioni corrette e puntuali ai propri dipendenti addetti alla mescita degli alcolici.
Con la sentenza della V sezione penale n. 46334 del 26 giugno 2013, è stata affermata la responsabilità penale ex art. 689 C.P. “del gestore di un locale in cui un cameriere provvede a servire bevande alcoliche a soggetti minori degli anni sedici, essendosi fidato della risposta dei minori di avere più di sedici anni, pur se il gestore non era presente nel locale”.
Secondo i supremi giudici difatti “il gestore non può delegare al personale dipendente l’accertamento della effettiva età del consumatore, dovendo invece egli vigilare affinchè i lavoratori alle sue dipendenze svolgano con la dovuta diligenza i loro compiti ed osservino scrupolosamente le istruzioni al riguardo loro fornite dal gestore”.
Indagine congiunturale sulla Ristorazione – II trimestre 2014.
L’Osservatorio congiunturale di Fipe prende in considerazione, attraverso questa indagine congiunturale, le performance economiche, i costi di gestione, il flusso della clientela, le aspettative ed il clima di fiducia delle attività di Ristorazione riferite al II trimestre 2014.
I Pubblici Esercizi non vedono ancora la luce in fondo al tunnel.
Anche nel primo trimestre 2014 il saldo tra imprese iscritte ed imprese cessate continua ad essere negativo.
Un interessante articolo a cura del Centro Studi di Confcommercio-Fipe analizza l’andamento della situazione dei Pubblici Esercizi e della Ristorazione in Italia, prendendo in considerazione i dati della nati-mortalità ad inizio 2014.
a cura di Luciano Sbraga Direttore Centro Studi Fipe
Obbligo Pos entro 30 giugno nei piccoli esercizi.
Olio: Fipe, no a bottiglie anti rabbocco, è aggravio costi.
‘Obbligare i ristoratori a fare uso di contenitori di olio di oliva anti-rabbocco è un aggravio inutile di costi, porta a una maggiore produzione di rifiuti, è segno di grave sfiducia per l’esercente e non dà garanzia alcuna ai consumatori in quanto la sofisticazione dell’olio avviene in luoghi diversi rispetto al ristorante”.
Lo dichiara il presidente Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani, a proposito della presentazione alla Camera di un emendamento che obbligherebbe i pubblici esercizi a servire l’olio di oliva solo in contenitori che impediscono il rabbocco, già precedentemente analizzato e bocciato in Commissione a Montecitorio.
La stessa Commissione Europea, ricorda la Federazione dei Pubblici esercizi, aveva già respinto a grande maggioranza un provvedimento simile, ritenendolo inutile e costoso. In Italia, fa notare la Fipe, il legislatore ha disciplinato un efficace sistema di etichettatura degli oli proposti in confezione nei pubblici esercizi, ritenendolo sufficiente a tutelare tutti gli interessi del settore, senza far ricadere sulle imprese un aggravio di adempimenti sostanzialmente inutile.



