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FIPE: SUL TURISMO GRAVI DIMENTICANZE.

«L’Italia che cambia verso sui temi del turismo non va del tutto nella giusta direzione. È positivo che finalmente siano state previste incentivazioni per favorire investimenti sul recupero dei beni artistici e per migliorare le strutture ricettive; peccato però essersi dimenticati di un settore importante e strategico, come quello della ristorazione, che costituisce elemento essenziale dell’offerta turistica, secondo motivo, dopo le ricchezze artistiche, che incide sulla scelta dell’Italia quale destinazione da parte dei turisti stranieri e primo motivo per il quale Vi ritornano, perno di Expo 2015».

È questo il commento del presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani, all’indomani del Dl Cultura. Il testo governativo prevede, fra le varie agevolazioni, anche la concessione di crediti di imposta sia per le spese sostenute nel settore ricettivo per la digitalizzazione, sia per quelle sostenute dagli alberghi per la ristrutturazione degli immobili e la riqualificazione energetica.

Secondo Fipe, non estendere questi benefici anche ai pubblici esercizi significa mettere un limite al rilancio dell’economia del Turismo e costituisce grave errore strategico.

«Ci dispiace registrare – continua Stoppani – una evidente contraddizione e ingiustizia tra chi effettua somministrazione all’interno di una struttura ricettiva, che potrà beneficiare del doppio credito d’imposta del 30% previsto per gli investimenti, rispetto a chi esercita la stessa attività in un tradizionale Pubblico Esercizio”.

FIPE A CIBUS CONTRO LE ACCISE SULLA BIRRA.

P1120149Grande affluenza a Cibus, primaria manifestazione fieristica del sistema dell’alimentazione, organizzata da Fiere di Parma, dove anche Fipe-Confcommercio si è ritagliata uno spazio. 

I consumi alimentari fuori casa rappresentano una buona parte della spesa familiare. Infatti, secondo un’elaborazione del Centro Studi Fipe su dati Istat, nel 2013 su un totale di 211,4 miliardi di euro dedicati all’alimentazione, quelli destinati al fuori casa sono stati pari a 73,4 ripartiti in ristoranti (19,6 mld), bar/pasticcerie/gelaterie (19,3); self service/take away (7,1), pizzerie con servizio (6,6), mense (4,8), fast food (4,4) e altri canali (11,6 miliardi). 

Fipe è presente a Cibus anche per sostenere assieme ad Assobirra, nell’ambito di una più ampia e costruttiva collaborazione su temi di comune interesse, la  campagna lanciata dall’industria birraria “Salva la tua birra” contro l’aumento delle accise e per fornire agli esercenti documentazione in materia di buone prassi igienico- sanitarie, di aggiornamento professionale e manageriale e di somministrazione di alcolici.

Proprio su quest’ultimo aspetto Fipe richiama l’intera filiera ad una comune azione a contrasto delle tante forme di abusivismo che, con politiche commerciali spregiudicate, moltiplicano le occasioni di consumo di alcol, soprattutto tra i giovani ed i minori, favorendo abusi e devianze.

Vinitaly: siglato accordo ASSOBIRRA – FIPE

L’intesa tra le due associazioni prevede da un lato l’impegno alla diffusione della cultura del prodotto-birra attraverso corsi di formazione per gli esercenti e, dall’altro, il sostegno alla campagna “Salva la tua birra”, per contrastare l’aumento delle accise deciso dal Governo

vinitalyE’ stata sottoscritta a Verona, in occasione di Vinitaly, una partnership tra AssoBirra, l’Associazione dei Produttori della Birra e del Malto, e la Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio.

L’intesa ha un duplice obiettivo: il primo è quello di valorizzare il ruolo della birra nell’ambito del canale ‘fuoricasa’, contribuendo a formare al meglio la professionalità degli operatori del pubblico esercizio;

il secondo, quello di individuare comuni iniziative utili a contrastare l’aumento delle accise sulla birra deciso dal Governo, per evitare un significativo rialzo che si scaricherebbe sui prezzi con un conseguente calo dei consumi o diminuzione ulteriore della marginalità per i piccoli e medi esercenti.

Il Punto del Presidente Fipe Stoppani.

“LA NORMALITÀ”
SUL LAVORO OGNI IMPRENDITORE HA DIRITTO DI ORGANIZZARSI L’ATTIVITÀ COME MEGLIO RITIENE, NEL RISPETTO DELLE LEGGI. QUELLO DI
CUI C’È BISOGNO IN GENERALE È IL RECUPERO DEL BUON SENSO

Foto stoppaniRecentemente ha fatto cronaca la decisione di un qualificato ristoratore di Bagnolo Mella (Bs) che ha vietato l’ingresso nel suo locale ai bambini sotto i 10 anni, dopo le ore 21.

Da un punto di vista formale, il provvedimento non presenta criticità: un pubblico esercizio può rifiutare una prestazione se esistono giustificati motivi che lo impongano, e gli schiamazzi, il pianto o le intemperanze dei piccoli possono costituire valide giustificazioni. Inoltre, qualsiasi esercente ha il diritto di caratterizzare la propria offerta, imponendo anche vincoli di accesso – sul vestiario, sul genere, sull’età, etc. – assumendosene i rischi commerciali conseguenti.

Tralascio gli aspetti educativi e sociali sul fatto in discussione, che non mi competono, utili però a completare un ragionamento su notiziequasi mai correttamente interpretate dai commentatori, che partono dal presupposto che tutto sia dovuto solo per il fatto che trattasi di esercizio aperto al pubblico.

 

leggi l’intero articolo a cura di Lino Enrico Stoppani su Mixer di marzo 2014

Fipe: disdettato il contratto di lavoro del settore turismo

In merito al rinnovo del Contratto di Lavoro del Turismo, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi,  ha comunicato formalmente il 28 ottobre scorso alle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs UIL , firmatarie del CCNL  Turismo,  il recesso dallo stesso per i dipendenti da aziende del settore turismo del 20 Febbraio 2010, con effetto dal 1° Maggio 2014.

“A questa decisione – precisa una nota della Fipe – si è arrivati  dopo aver ricercato, senza esito, di sviluppare un confronto con le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, costruttivo e senza pregiudiziali, con l’obiettivo di giungere ad un recupero dei costi attraverso un miglioramento della produttività, punto di partenza ineludibile per qualsiasi ipotesi realistica ed equilibrata di soluzione  alla grave crisi che il settore sta attraversando”.

Ci auguriamo – prosegue la Fipe – che le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, finora dichiaratesi indisponibili ad entrare nel merito delle problematiche, avanzando proposte ritenute insufficienti e temporalmente limitate, sappiano superare le posizioni fin qui espresse, agevolando il ripristino di un positivo livello di confronto  sulle gravi problematiche del settore”.

Il programma e gli interventi dell’appuntamento sulla Movida di Cesena

Qui potete scaricare l’invito per partecipare al convegno che la Fipe Confcommercio del comprensorio cesente organizza sulla Movida: problema o oppotunità al Teatro Verdi di Cesena, il prossimo 4 novembre 2013 alle ore 15.00

Ad aprire i lavori sarà il Presidente di Confcommercio Augusto Patrignani, mentre Luciano Sbraga – responsabile dell’Ufficio Studi della Fipe – presenterà l’interessantissima ricerca sul fenomeno Movida a livello nazionale.

I relatori che parteciperanno ai lavori sono: Alfredo ZIni, Vicepresidente Fipe Nazionale, Andrea Baldrati, Direttore UniRadio di Cesena, S.E. Mons. Douglas Regattieri, Vescovo della Diocesi di Cesena-Sarsina, Luigi Di Placido, Presidente del Silb Fipe del comprensorio cesenate; Dr. Mihcele Sanza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e dipendenze patologiche e Paolo Lucchi, il Sindaco di Cesena.

Concluderà con un intervento sulla Movida di Cesena il Presidente Fipe del comprensorio cesenate Angelo Malossi.

Movida, sette proposte dei baristi Fipe

Sette proposte chiare, semplici, realizzabili subito per favorire la movida e insieme il miglioramento della qualità della vita in centro storico. Arrivano dalla Fipe Confcommercio cesenate, come controproposte rispetto al decalogo presentato dal Comune di Cesena

“Fin dalle prime righe del decalogo proposto dal Comune agli esercenti che movimentano le serate del centro storico, si capisce che chi scrive non conosce bene il lavoro di un pubblico esercizio – rimarca il presidente Fipe Confcommercio cesenate Angelo Malossi – dimostrando ancora una volta la distanza tra la politica ed esigenze delle imprese. Per lo più si tratta di un insieme di “buone prassi” che in stragrande maggioranza i titolari di pubblico esercizio già osservano deontologicamente in quanto professionisti, ed è quasi offensivo per noi che ci venga spiegato come fare il nostro lavoro.
Possiamo anche accettare la proposta di sensibilizzare ulteriormente i nostri clienti ad avere un atteggiamento più educato, ma non accettiamo giudizi che fanno apparire i pubblici esercizi come i responsabili del comportamento di pochi avventori e che ridicolizza la loro capacità d’impresa. 
Piuttosto che suggerire decaloghi di questo genere _ dice Malossi _  è bene che chi amministra riduca i balzelli a danno degli esercizi pubblici”

“La prima proposta

Incentivi al lavoro: le proposte di Confcommercio di Cesena

Voucher, assegni formativi  per avviare i giovani all’imprese e al lavoro. Lo chiede Confcommercio cesenate che ha accolto con favore l’iniziativa pacchetto lavoro del Comune di Cesena  perché in un momento di difficoltà come quello attuale è importante che anche le amministrazioni pubbliche realizzino interventi incentivanti.

“Si tratta quindi di una azione positiva – rimarca il presidente Corrado Augusto Patrignani – ma va posto in chiaro che prima di tutto vanno messe le imprese in condizione di creare lavoro attraverso una serie di buone prassi amministrative a partire dalla riduzione di Imu, Tares e tariffa di occupazione suolo pubblico e l’eliminazione della  tassa di soggiorno. Occorre inoltre garantire fin da ora che la Service Tax sarà una tassa equa e contenuta.
Questa rimodulazione del fisco locale va realizzata indipendentemente dal pacchetto lavoro”.

“Quanto al fondo messo a disposizione nel pacchetto lavoro – prosegue Patrignani – Confcommercio ha inviato all’amministrazione alcune proposte.