Occupazione suolo pubblico: a Cesena aumenta ancora! Un servizio al pubblico sempre più tartassato

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L’incremento del 4% decretato dal Comune di Cesena sulla tassa di occupazione suolo pubblico è un pessimo segnale per i pubblici esercizi in crisi e per la città. Lo osserva la Fipe, sindacato dei pubblici esercizi aderente alla Confcommercio.

Anche a Cesena gli affitti sono in calo, i contratti vengono ridiscussi perché i commercianti e  pubblici esercenti non ce la fanno più a onorarli, eppure in controtendenza l’amministrazione comunale prosegue con gli aumenti tariffari.

“Ci aspettavamo piuttosto una riduzione – osserva il presidente Fipe Angelo Malossi – un segnale di comprensione e di aiuto, anche perché bar e ristoranti che tengono tavolini e sedie all’aperto accrescono l’ospitalità della città e la rendono più vivibile e attrattive offrendo servizi a cittadini e clienti.

Invece è arrivato un nuovo incremento che, in una fare prolungata di crisi e con la contrazione dei consumi, è molto duro da sopportare, se lo si unisce a tutte le altre spese gestionali che crescono a dismisura. Ai tempi del sindaco Conti c’era anche un fondo per i pubblici esercizi che tenevano aperto di sera con tavolini all’aperto, almeno era qualcosa!”

“A Cesena – prosegue Malossi – un pubblico esercizio mediamente ha una superficie tra i 20 e i 30 mq. In centro storico, dove la la tariffa di occupazione suolo pubblico è  più alta (sui 110 euro al mq!), alcuni pubblici esercizi hanno rinunciato a tenere l’occupazione esterna, oppure l’hanno ridotta.
Vedremo adesso con l’inizio della primavera, quando la maggior parte dei bar mette fuori i tavolini se altri baristi e ristoratori, come temo, rinunceranno o ridurranno le metrature. A perdere, oltre ai colpiti dall’aumento, sarà Cesena che diventerà più vuota, più fredda e meno servita”.

Illuminante è la comparazione della tariffa di occupazione suolo pubblico su 5 mq: Cesena è attorno ai 550 euro, poco meno di Milano a quota 658, più del doppio di Siena dove in piazza del Campo siamo a quota 272 euro. “Nel 2012 – chiude il presidente Malossi – abbiamo assistito al decremento e al saldo negativo di pubblici esercizi nel nostro territorio. Di questo passo, con lo stillicidio di aumenti di tariffe e costi gestionali e il calo secco dei consumi il quadro peggiorerà ancora. Bar e pubblici esercizi, cartina di tornasole dell’ospitalità di una città, andrebbe tenuti in ben altra considerazione dal Comune“.

About Sara Montalti
Laureata in Relazioni Pubbliche, lavoro nel settore dell'Assistenza Sindacale e Progettuale in Confcommercio Imprese per l'Italia dal 2005 e sono segretaria della Fipe del Comprensorio Cesenate. Il lavoro di segreteria sindacale implica l’immedesimarsi totalmente nelle problematiche relative al settore e cercare insieme al presidente di categoria, in concertazione con i dirigenti dell’associazione e degli associati, di risolvere o sviluppare interventi a sostegno delle loro situazioni.

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