Olio extravergine contraffatto, Fipe Confcommercio: “Ristoratori ed esercenti vittime”

Il nuovo scandalo dell’olio extravergine contraffatto è una truffa ai danni del Made in Italy. Questa è la posizione della Fipe Confcommercio sul caso dell’olia d’oliva mendacemente commercializzato come “extravergine” da alcuni noti gruppi alimentari.

“I ristoratori e i gestori di bar e pubblici esercizi in generale, alla pari dei consumatori, sono tra le principali vittime di questa operazione che risulta a pieno titolo una truffa ai danni di tutto il made in Italy”, sono le parole del presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani. “La nostra Federazione è da anni in prima linea nel promuovere un servizio e un’offerta nei confronti della clientela di prodotti all’insegna della sicurezza e della qualità delle materie prime, come testimonia l’impegno sul fronte delle norme cosiddette antirabbocco. Questo increscioso fatto costituisce un danno nei confronti di tutto il sistema, ristorazione compresa, e conferma che spesso le cattive pratiche avvengono a monte, e non a valle della filiera, come spesso si pensa”.

Uno scenario da cui emerge la necessità di incrementare ulteriormente i controlli: “I ristoratori per legge devono offrire ai propri clienti bottiglie di olio con tappo antirabbocco e con etichetta riportante le informazioni sulla provenienza del prodotto e sulle sue caratteristiche – prosegue Stoppani – la contraffazione oggetto delle indagini in corso fa dei ristoratori e degli esercenti delle vittime del malaffare denunciato. Urgono provvedimenti e controlli sempre più approfonditi a tutti i livelli della filiera, organi di controllo compresi, a beneficio e difesa del “made in Italy” nel suo complesso”.

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